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Il laboratorio di autocostruzione del concorso di idee “Nidificare i Paduli 2015” è alle sue prime due giornate di lavoro: dopo una prima sistemazione dell’area di cantiere, siamo passati alla pulitura “succhioni” di ulivo; da questa operazione abbiamo ottenuto i rami necessari alla costruzione dei cerchi strutturali che andranno a comporre lo scheletro della “Nziddha”.

Dopo aver predisposto un sistema sospensione fatto con funi in canapa, abbiamo issato i cerchi strutturali nella posizione finale; infine abbiamo effettuato qualche prova di carico per verificare la tenuta dell’intera struttura.

Questa la cronaca tratta da abitareipaduli.com

Le prime due giornate del workshop di autocostruzione dei nidi vincitori del concorso Nidificare i Paduli.
Il primo gruppo di “Nziddha”, insieme ad Antonio “Uccio” Mariano (custode dell’antica tecnica dell’intreccio di canne) passeggia tra gli ulivi cercando l’albero giusto, quello dalla struttura capace di ospitare il rifugio. 
Il luogo più bello dove stare sospesi a mezz’aria fra terra e chioma.
Inizia da qui la costruzione in polloni di ulivo, corde e arundo donax.
Mentre la “goccia” ed i suoi intrecci di corde e succhioni vengono testati ad un grosso ramo, il secondo gruppo inizia i lavori de “L’osservatorio dei sogni”: prima, viene tracciata a terra un ellisse,  da li si parte con la costruzione del muretto a secco, la futura base del rifugio. La realizzazione avviene con l’aiuto di due mastri della pietra, Vito e Antonio. E’ un momento importante, in cui tecniche antiche trovano nuove applicazioni,  un momento di scambio e di formazione.
In due giorni il muretto è ultimato. Inizia la realizzazione della parte tronco-conica, un cannocchiale, orientato a nord ovest, per osservare Vega nelle notti d’estate… 

 

Alcune foto delle giornate fatte da VHS – Visual High Solutions di Alberto Caroppo e Francesco Buccarelli:

 

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